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Pillola maschile. La volta buona?

Prodotta per la prima volta, in grande quantità, la versione sintetica transgenica di uno degli enzimi bersaglio per un possibile futuro farmaco anticoncezionale maschile. La scoperta faciliterà enormemente i test in vitro per individuare le molecole più promettenti per questo scopo.

Spermatozoi in gabbia

Tra i vari metodi contraccettivi quelli che possono essere messi in atto dall’uomo si limitano alla vasectomia chirurgica, invasiva e pressoché definitiva; o a quella immunologica, reversibile, ma in tempi non controllabili. Le case farmaceutiche inseguono da anni con risultati deludenti l’idea di un anticoncezionale maschile orale che sia efficace sulla stragrande maggioranza dei soggetti trattati, attivo dopo poche assunzioni, privo di effetti collaterali pesanti anche in seguito a periodi di assunzione di anni e soprattutto in grado di riportare chi lo assume al precedente stato di fertilità quando viene interrotta l’assunzione. Un farmaco con queste caratteristiche avrebbe infatti un vasto mercato, a patto di superare le eventuali resistenze culturali da parte degli utilizzatori. Ma finora l’obiettivo è stato frustrato dall’impossibilità di regolare la riproduzione maschile su base ormonale come è avvenuto con quella femminile con la pillola anticoncezionale.

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Fermare l’invecchiamento: i telomeri come orologi molecolari

Cosa determina l’invecchiamento di un organismo? Attraverso quali meccanismi si instaura? Una volta compresi questi ultimi, è possibile arrestarne l’avanzamento? Da tempo immemore l’uomo si pone simili interrogativi, numerosi quanto i tentativi di approdare ad una soluzione. Magia, alchimia e religione sono solo alcuni dei mezzi impiegati nel corso dei millenni per tentare di penetrare i segreti di concetti quali eterna giovinezza e immortalità. Sedotti dal miraggio di una vita illimitata e dall’ambizione di soggiogare il tempo al proprio volere, i nostri antenati hanno cercato, con gli strumenti a loro disposizione, di pervenire a risposte rivelatesi poi fallimentari. Questi antichi desideri sono però ben vivi anche nell’uomo contemporaneo, il quale possiede mezzi enormemente più efficaci per tentare di esaudirli: la scienza e le attuali tecnologie.

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Fecondazione assistita: il successo degli embrioni “malati”

Il desiderio di avere figli spinge molte coppie con problemi di fertilità a ricorrere a tecniche artificiali come la fecondazione assistita. Sebbene in Italia tale tecnica sia ancora oggetto di forte discussione, la ricerca continua a fare passi avanti per garantire il successo dell’impianto embrionale. Prima dell’impianto nell’utero materno vengono analizzati gli embrioni e selezionati quelli utilizzabili, in modo da distinguere i sani dai malati. Tuttavia, una recente scoperta ha dimostrato che non tutti gli embrioni malati devono essere scartati, alcuni possono essere utilizzati aumentando le probabilità di riuscita della fecondazione artificiale.

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