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Energia per vecchi cervelli stanchi

La somministrazione cronica di un particolare integratore alimentare rende più vivaci e curiosi i vecchi topi, anche quelli affetti da una malattia simile all’Alzheimer umano.

Topofurbo

Invecchiare impone il suo prezzo al cervello, diventare meno reattivi e meno efficienti nella risoluzione di compiti cognitivi è un’esperienza assai comune con l’avanzare dell’età; anche se uno stile di vita sano e la capacità di mantenersi mentalmente attivi contribuisce notevolmente a rallentare questo processo. In passato vari esperimenti svolti sui ratti, e su volontari umani, hanno dimostrato che l’infusione acuta di glucosio può migliorare le prestazioni dei soggetti, specie durante lo svolgimento di compiti mentalmente faticosi o lunghi; mentre varie malattie tipiche dell’età avanzata come il diabete di tipo II e la malattia di Alzheimer possono compromettere i naturali meccanismi di regolazione per questo zucchero presenti nel cervello.

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Fermare l’invecchiamento: i telomeri come orologi molecolari

Cosa determina l’invecchiamento di un organismo? Attraverso quali meccanismi si instaura? Una volta compresi questi ultimi, è possibile arrestarne l’avanzamento? Da tempo immemore l’uomo si pone simili interrogativi, numerosi quanto i tentativi di approdare ad una soluzione. Magia, alchimia e religione sono solo alcuni dei mezzi impiegati nel corso dei millenni per tentare di penetrare i segreti di concetti quali eterna giovinezza e immortalità. Sedotti dal miraggio di una vita illimitata e dall’ambizione di soggiogare il tempo al proprio volere, i nostri antenati hanno cercato, con gli strumenti a loro disposizione, di pervenire a risposte rivelatesi poi fallimentari. Questi antichi desideri sono però ben vivi anche nell’uomo contemporaneo, il quale possiede mezzi enormemente più efficaci per tentare di esaudirli: la scienza e le attuali tecnologie.

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