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Minerva partecipa alle Giornate Fondazione “i Cinquecento” 2017

Conegliano, 18 Giugno 2017 – Si è tenuto ieri e oggi il dibattito organizzato dalla fondazione “i Cinquecento”, a cui ha partecipato anche Minerva – Associazione di divulgazione scientifica con un intervento dal titolo “Il discredito della scienza e la legittimazione delle magie”.

La fondazione, composta da un gruppo di economisti che vivono negli Stati Uniti (fondatori anche di Noise From Amerika), prende il nome dal Consiglio dei Cinquecento che governò la città di Firenze per un breve periodo 1494 strappandola al dominio dei Medici, a voler simboleggiare l’idea di un nuovo rinascimento che riporti l’Italia nel processo mondiale di crescita, costruendo con i giovani una nuova cultura italiana che abbia un respiro mondiale e sia capace di influenzare l’elaborazione culturale e politica europea.

La nostra socia Anna Alessandra Monaco ha presentato Minerva ed ha parlato della diffusione della cultura scientifica, di come l’associazione usa i social media ed internet  per fare divulgazione, e del coinvolgimento attivo delle persone in iniziative che possano promuovere lo sviluppo di una consapevolezza scientifica sia tra gli adolescenti, con attività nelle scuole, che tra la cittadinanza, con aperitivi e caffè scientifici in grado di coinvolgere ed incuriosire. Anche il ginecologo Salvo di Grazia (Medbunker), Michelangelo Coltelli (BUTAC) ed il virologo Roberto Burioni (in collegamento video) hanno affiancato Anna nel suo intervento, parlando dei danni sociali causati dal populismo in ambito medico e dell’iniziativa promossa recentemente dal parlamento italiano per il contrasto delle notizie false.

 

 

Disinformazione e bufale: come orientarsi sul web

Minerva in collaborazione con BUTAC – Bufale un tanto al chilo.  ha organizzato mercoledì 24 Febbraio ore 10.50 al Liceo Scientifico “N. Copernico” – Prato (biblioteca scolastica) per parlare di “‪#‎Disinformazione‬ e ‪#‎Bufale‬: come orientarsi su ‪#‎internet‬”. Moderano l’incontro Elisa Chen e Anna Alessandra Monaco, intervengono Filippo Fagni e Noemi Jane Urso.

Io Vaccino a Montecitorio

Roma, 26 ottobre 2015 – Il Presidente di Minerva Si Hui Elisa Chen, Miriam Maurantonio di Consigli da Mamma a Mamma e Pierdomenico Memeo sono stati invitati alla XII Commissione (Affari Sociali) nell’ambito del dibattito sulla risoluzione della deputata D’Incecco “Iniziative in materia di vaccinazione” in rappresentazione dell’iniziativa#IoVaccino NO alla #Disinformazione. Il Presidente di Minerva è stata portavoce del gruppo.

Per vedere l’intervento cliccare qui.

Per vedere il video completo della Commissione cliccare qui.

Di seguito il trascritto del discorso.

 

Onorevoli,

Buonasera.

Mi chiamo Si Hui Elisa Chen e sono stata invitata in qualità di membro ed esperto del gruppo facebook Consigli da Mamma a Mamma. Una realtà creata da Miriam Marautonio il 10 Giugno 2013 come punto di incontro e confronto per le mamme. Il gruppo è affiancato da un team multidisciplinare di esperti che comprende figure quali pediatri, divulgatori, medici, biotecnologi, ostetriche, pedagogisti e avvocati. Consigli da Mamma a Mamma è una delle poche realtà web dove le mamme possono trovare informazioni verificate, in linea con le direttive nazionali e internazionali dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ad oggi il team di esperti è costituito da una trentina di persone tra i quali:
– il Dottor Roberto Burioni medico e professore di virologia e microbiologia alla facoltà di medicina dell’Università San Raffaele di Milano;
– il Dottor Salvo di Grazia medico ginecologo e divulgatore alias MedBunker;
– il Dottor Francesco Marinelli medico pediatra, primo esperto del team;
– il Blogger Michelangelo Coltelli e il Dottor Pietro Arina della pagina web Bufale un Tanto al Chilo.

Le vaccinazioni pediatriche sono sempre state motivo di accese discussioni nel gruppo: le mamme si sentono abbandonate nella scelta vaccinale e non supportate dalla corretta informazione da parte delle istituzioni, trovandosi ad informarsi autonomamente sul web. Consigli da Mamma a Mamma si è posto fin dal principio a favore dei vaccini, riconoscendo le evidenze scientifiche e i consigli degli esperti come punto di partenza per la scelta vaccinale. Per questo, al suo interno sono presenti realtà che si occupano del tema, come alcuni membri del #TeamVaxItalia; team nato il 2 Ottobre a Fano durante il convegno  sulla comunicazione della scienzaorganizzato dall’ASL Marche e dalla Società Italiana d’Igiene (SItI) per contrastare la disinformazione sui vaccini.

In contemporanea con la pubblicazione dei dati dell’ISS sul calo della copertura vaccinale, Alice Pignatti, membro del gruppo, ha avviato una petizione rivolta al Ministero della Salute per reintrodurre l’obbligatorietà delle vaccinazioni pediatriche nelle comunità scolastiche. Alice è mamma di una bambina che a soli 40 giorni ha contratto una malattia per cui esiste il vaccino.

Per supportare la petizione, Miriam ed io abbiamo deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione chiamata #IoVaccino NO alla #Disinformazione. L’iniziativa ha avuto un enorme visibilità mediatica che ha portato a raccogliere 28’700 firme in sole tre settimane. Obiettivo della nostra campagna era di dare voce a chi confida nelle Istituzioni e nella Scienza e dare la possibilità anche a chi è a favore, di sentirsi parte di una comunità. Inizialmente hanno aderito oltre alle mamme anche realtà social network che ci hanno permesso di rendere l’iniziativa virale, focalizzando l’opinione pubblica sul tema. La voce della mamme è stata ascoltata dai media e hanno avuto spazio su giornali e programmi televisivi nazionali come OpenSpace, Fatti Vostri e Rai news.

Oggi, il disorientamento dei genitori sulle vaccinazioni è particolarmente sentito ed anche le istituzioni si sono rese conto della necessità di far fronte a questo problema. Come portavoce del gruppo sottolineo la necessità di prendere provvedimenti urgenti per contrastare il calo delle vaccinazioni mediante un più perentorio rispetto dell’obbligo e l’introduzione di misure supplementari per il suo vigore. Ricordo che vaccinare è un atto di amore verso i nostri figli e una responsabilità sociale che si richiama al senso civico di ognuno di noi.

Inoltre, ad aggravare la situazione, sono presenti all’interno del sistema sanitario professionisti che, in aperto contrasto con la politica delle istituzioni locali, sconsigliano le vaccinazioni e instillano dubbi infondati nelle mamme, mettono in completa discussione i piani vaccinali concordati dal Ministero della salute e dalle regioni. È necessario lavorare anche su questo fronte offrendo alle mamme esperti di cui fidarsi.
Nel confronto tra le mamme si è evidenziato l’assenza di un’offerta vaccinale uniforme a livello nazionale. Il federalismo della sanità risulta determinante in questa disomogeneità sul territorio.

Le iniziative di Consigli da Mamma a Mamma hanno mostrato come i genitori siano disposti a mettersi in gioco per la salute dei propri figli e per la società. Siamo stati in grado di creare una nuova comunità riunita sotto il nome di #IoVaccino, dove il cittadino, lavora al servizio della collettività. Concludo quindi con l’auspicio di future sinergie tra genitori e istituzioni per migliorare la comunicazione e per stimolare il reciproco senso di responsabilità.

Vi ringrazio a nome del gruppo dell’attenzione e dell’opportunità che ci avete offerto.

Maicolengel: L’informazione dietro la bufala

Minerva incontra Maicolengel, fondatore del sito web Bufale un Tanto Al Chilo (BUTAC).

D: Raccontaci chi sei e com’è cominciata la tua attività in Butac.
R: Mi chiamo Michelangelo Coltelli ma nella vita online sono maicolengel, ho 42 anni, bolognese, sposato con 2 figli.
Nella vita ho sempre avuto più di un’occupazione: a 15 anni studiavo e collaboravo con un amico più grande che bazzicava con i computer, a 19 iscritto a Scienze Politiche continuavo a bazzicare il mondo informatico e a 21 collaboravo alla realizzazione di alcuni dei primi siti Internet del web italiano.
Nel 2013 ho aperto la prima pagina su FB di Bufale un tanto al chilo, da cui è partita l’avventura. “Sbufalavo” solo per gli amici, ma a furia di condivisioni tanta gente sconosciuta mi chiedeva l’amicizia quindi prima ho aperto un piccolo blog che si chiamava ancora Bufaleuntantoalchilo, poi è arrivato Butac come lo conoscete oggi.
La leva che mi ha portato ad aprire Butac è stato il vedere quanta disinformazione medica c’era in rete in merito ai vaccini, avevo un figlio che dovevo vaccinare, e per curiosità mi ero letto qualcosa, rimanendo davvero sconvolto da ciò che saltava fuori ad una semplice ricerca con google: nessuna delle fonti serie era tra i primi risultati, tutto ciò che vedevo era terrorismo mediatico CONTRO qualcosa che sapevo faceva bene!
Mio padre è un chimico industriale, nonno era un neuro psichiatra (di quelli che misero in dubbio le stigmate di Padre Pio per capirci), la famiglia da parte di mia madre è da almeno 60 anni impegnata in campo medico, ed io, pur non avendo fatto studi in merito, sapevo a grandi linee di cosa si parlava e rimanevo sempre più allibito da quel che vedevo veniva passato come oro colato da pagine disinformative.
Esistevano già altri ben più bravi di me a s-bufalare queste cose (Medbunker fra tutti per la medicina, insieme a Dario Bressanini e Paolo Attivissimo per le bufale generiche), ma i loro blog non sono fatti per l’utente medio della rete web, non sfruttano i social come dovrebbero, non riescono a fare venire fuori le notizie se non sulle pagine di chi non ha bisogno di esser convinto…ecco io volevo raggiungere quelli, quindi usare toni e immagini adatte al pubblico nazional popolare del web!

D:“Nell’era dell’informazione l’ignoranza è una scelta” ma l’avvento di internet non ha impedito il calo delle bufale (anzi, si può dire la abbia amplificate), come mai?
R: La rete amplifica tutti gli estremismi, e in un paese come il nostro dove anche oggi nel 2015 esiste una fitta rete di maghe e stregoni, era ovvio che il web venisse usato anche per trasmettere disinformazione medica.
Ogni singolo post che disinforma sulla medicina ha alle sue spalle attività commerciali floride. “Gente che campa vendendo fuffa”, che sia editoriale, o veri e propri medicamenti bufalari. 
Quindi tante delle bufale che circolano in rete girano per motivi commerciali.
Poi a questo sommiamo il fatto che per ora in Italia la rete è vista come il Far West dell’informazione, l’ordine stesso dei giornalisti guarda poco le notizie che i suoi associati postano nelle loro edizioni online, e una notizia bufala genera spesso più traffico della cruda realtà.
Quindi c’è chi disinforma per vendere un prodotto commerciale, chi lo fa per creare proseliti alla propria fazione politica, religiosa, “complottara” e chi lo fa solo ed unicamente per generare traffico.

D: Quali sono le “tecniche” per riconoscere una bufala?
R: Non c’è una tecnica vera e propria, ma solamente un vero fact checking, quello che alcuni sedicenti giornalisti dovrebbero tornare a studiare di sana pianta.
Il primo segnale della bufala è la mancanza delle fonti, specie nelle notizie online, dove linkare le fonti è facilissimo.
Se chi scrive un articolo omette quei link, spesso uno dei motivi è proprio quello che sa che lo sbugiarderebbero, oppure, più semplicemente, le fonti risultano proprio inesistenti.

D: Spesso contestare una notizia falsa produce in risposta “nel dubbio, condivido”; quali possono essere i motivi per non diffondere una bufala e le possibili conseguenze?
R: Tanti di quelli che fanno così fanno parte della schiera degli analfabeti funzionali, non in grado di capire che una notizia condivisa migliaia di volte rischia in futuro di venire presa per buona a prescindere.
In Italia quel tipo di analfabetismo è molto diffuso, anche tra chi ha un livello culturale più alto della media. 
Il problema è che nessuno insegna ad usare la rete nella maniera corretta, nessuno si occupa di spiegare i meccanismi che s’innescano una volta che si clikka su “Condividi”…e così il danno si fa in 5 minuti.
<<Eh vabbé, ho condiviso una bufala, che male farà?>>
Questa è una delle risposte che ricevo più spesso quando segnalo ad amici e conoscenti che la notizia è errata. Per fortuna il trend del debunking sembra in crescita, più colleghi per noi e più fonti da cui attingere. Ma gli algoritmi di facebook fanno ancora brutti scherzi a volte.

D: Qualche consiglio per sviluppare lo spirito critico?
R: Su Butac abbiamo pubblicato numerose guide per affinare il proprio spirito critico, ma è difficile far capire alla gente i concetti base, quando non si è abituati.
Se una notizia gira su facebook e ti dicono che viene censurata, sai già che stanno mentendo, visto che tu quella notizia l’hai vista su un normale social network senza accorgimenti di alcun tipo; già da quello puoi capire che si tratta di una notizia falsa.
Verificare però la fonte delle notizie è sempre l’unica via possibile, certo che in certi casi basta un po’ di logica, senza grossi bisogni di scavare nella rete, ma nella maggior parte dei casi per smontare una bufala serve poco!
Una regola che spesso dico ai ragazzi che si sono avvicinati a Butac per aiutarmi è questa: prima di perdere tempo in complessi confronti di dati e difficili ricerche in studi pubblicati su testate di dubbio gusto, verificate gli autori.
Se quelli sono in partenza personaggi di dubbia credibilità, beh potete risparmiarvi buona parte della confutazione.
Per fare un esempio, gira da oltre un anno in rete l’esperimento del “dottor Masaru Emoto”…il cui titolo di “dottore” è stato comprato in una Università aperta di Mumbai… Quindi è un benemerito signor nessuno, senza alcun titolo valido in nessuna parte del mondo (se non fra le mura della suddetta “università”) stare a sbufalare i suoi esperimenti è solo una perdita di tempo.
Internet è una grandissima cosa, ci permette confronti prima impossibili; ci permette comunicazioni in tempo reale con tutto il mondo, lo strumento web ha (e avrà sempre di più) un ruolo di primo piano nella rivoluzione mentale che sta attraversando il mondo, ed è per questo che credo che ruoli come il mio siano importanti.
La deriva del complottismo è pericolosa, scalda gli animi usando la menzogna, e questo non va bene. Ci hanno provato anche in Italia ad usare lo strumento web per fomentare “rivoluzioni” vedi il movimento dei forconi, ma l’hanno fatto in maniera scorretta, spargendo tonnellate di informazioni errate, distorte, create ad hoc per fomentare lo sdegno in chi le leggeva, convincendoli di cose errate.
Bisogna che i politici si accorgano di tutto ciò che capiscano che il web non è più solo un giardinetto dove giocano i bimbi, ma è diventato la piazza virtuale del mondo intero, non stare attenti a fare corretta informazione può fare danni, anche grossi.

Di seguito il link della pagina ufficiale di BUTAC: http://www.butac.it/

 

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