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Ingranare la PRIMAvera – Capitolo 1: Occhio all’epifisi e alla melatonina

Con l’arrivo della primavera la natura si risveglia e si colora, ma spesso gli unici colori che vorremmo vedere sono quelli del nostro pigiama! Magari anche tu, come tanti, in questo periodo non riesci ad ingranare la prima e non sai con chi prendertela! Beh, i motivi sono svariati e sono anche legati a fattori ambientali, come l’aumento delle ore di luce e l’innalzamento della temperatura, che inducono risposte energeticamente dispendiose del nostro corpo. Uno degli artefici della mancata regolarità nel ciclo sonno/veglia nei primi giorni della bella stagione, è il lavoro svolto dall’epifisi e dalla melatonina.

L’epifisi è una piccola struttura endocrina posta nella parte posteriore del cervello sulla linea mediana. E’ anche chiamata ghiandola pineale per via della sua forma che ricorda quella di una pigna. Cartesio la descrisse come il punto di congiunzione tra corpo e anima: le percezioni del corpo qui divengono pensieri che pervengono all’anima. Ma trascurando la visione di Cartesio, secondo il quale a muovere l’epifisi sarebbero gli spiriti, questa è davvero una ghiandola trasduttrice. Tuttavia, invece di trasformare le percezioni doppie in pensieri unici, trasduce gli impulsi nervosi in variazioni della secrezione ormonale. L’epifisi è parte di un meccanismo “foto-neuro-endocrino”: la stimolazione luminosa arriva alla retina e da qui, attraverso una rete nervosa del sistema simpatico, induce il rilascio di noradrenalina che va a sua volta a regolare l’epifisi nella produzione di un ormone chiamato melatonina. In particolare accade questo:

– al buio l’epifisi stimola il rilascio della melatonina (raggiungendo il suo culmine intorno alle 2-3 di notte)
– alla luce l’epifisi inibisce il rilascio della melatonina.

La melatonina agisce sull’ipotalamo disattivando la funzione di questa parte del sistema nervoso centrale di promuovere lo stato di veglia, inducendo dunque il sonno:

– più melatonina = più sonno
– meno melatonina = meno sonno

La conseguenza di avere più luce a disposizione in primavera è quella di rilasciare meno melatonina e di avere problemi di insonnia o comunque un sonno poco profondo. Durante il giorno dunque è normale sentirsi più stanchi. Come si diceva prima, la stanchezza può anche essere provocata da altri fattori e dall’azione combinata di altri ormoni, che al contrario della melatonina, in questo periodo aumentano il loro livello di secrezione.

Avete presente il fenomeno del jet lag? L’influenza dell’epifisi sul ritmo circadiano è stata confermata anche da studi basati sulla difficoltà dell’organismo di adeguarsi, in seguito ad un volo transcontinentale, al nuovo ritmo giorno/notte. Il periodo di adattamento si riduce con l’assunzione della melatonina per via orale. Quest’ultima è spesso prescritta dai medici nel trattamento di disturbi del sonno.

A muovere l’epifisi non sono dunque gli spiriti proposti da Cartesio, bensì la luce, tanto da essere anche definita il “terzo occhio”!

Curiosità:

– La melatonina è coinvolta anche in altre importanti funzioni: nella difesa immunitaria, nella regolazione del glucosio, nella riproduzione, nell’apoptosi, nel controllo dei radicali liberi.

– L’epifisi calcifica con il passare degli anni a partire dalla pubertà ed è per questo che gli anziani dormono meno.

– L’uso di tablet, smarthphone e pc, prima di andare a dormire, mima la funzione del sole e riduce la secrezione di melatonina provocando insonnia.

– La SAD (disturbo affettivo stagionale) è una forma di depressione che si verifica al cambio di stagione e poi regredisce lentamente. Solitamente questo disturbo sovviene con l’inizio della stagione invernale, ma sono numerosi i casi in cui si presenta con l’arrivo della primavera.

di Marilisa F.

Fonti:

http://www.almanacco.cnr.it

https://www.fondazioneserono.org

– http://www.repubblica.it/scienze/2013/06/20

– Fisiopatologia generale di Pontieri

#primaveraMinerva

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