Il cervello Sapiens: la forma conta!

di Simone Gastaldon

Lo studio di come il comportamento e le abilità cognitive della specie umana siano evoluti nel tempo è particolarmente difficile, non avendo una macchina del tempo per saltare nel passato e osservare questi cambiamenti.

Per cercare di studiare queste caratteristiche, gli scienziati utilizzano prove indirette da svariati campi di ricerca, come la paleoantropologia, l’archeologia e la genetica. Degli indizi importanti possono essere ottenuti studiando la forma interna del cranio (endocranio) di esemplari di varie specie di Homo: dalla forma dell’endocranio, infatti, si possono ricostruire alcune caratteristiche grossolane delle strutture cerebrali [Nota 1], e quindi dedurre indirettamente dei tratti comportamentali e cognitivi.

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Neanderthallergici

Gli incroci tra sapiens, neanderthaliani e l’ancora poco nota specie asiatica dei denisoviani, ha portato parte degli europei e degli asiatici moderni a ereditare geni di regolazione per il sistema immunitario derivati dai loro antenati non sapiens. Questi geni possono aver favorito in passato i loro portatori aiutandoli a proteggersi dai microrganismi con risposte immunitarie aggressive, ma sono anche probabilmente responsabili della predisposizione alle allergie di molti degli esseri umani moderni che li esprimono.

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