Il farmaco dal produttore al consumatore

di Erika S

L’opinione pubblica in materia di farmaci è divisa tra le proteste contro tempi di approvazione giudicati spesso lunghi e ostaggio della burocrazia e i dubbi sulla qualità dei prodotti immessi in commercio. I farmaci salvano vite, ma possono causare reazioni avverse. Tra i consumatori c’è chi si domanda se tutti i medicinali autorizzati siano veramente sicuri e se non ci vengano nascoste informazioni cruciali circa i loro effetti o composizione. Poiché la questione è di primario interesse per la salute pubblica, tutti i cittadini sarebbero tenuti ad informarsi sull’iter che ogni farmaco segue prima di raggiungere gli ospedali o i banconi della farmacia e dunque le nostre case: scoprirebbero che la vita di un aspirante farmaco non è per niente facile e che solo uno su diverse decine di migliaia ce la fa!

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Difendersi dal Meningococco

Negli ultimi due anni l’aumento dei casi di meningite nel territorio toscano ha portato a fronteggiare difficoltà e nuovi dubbi. Minerva Associazione di Divulgazione Scientifica scende in campo assieme ad esperti del settore per fare chiarezza e promuovere la prevenzione.

Giovedì 26 Gennaio alle ore 20.30, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Lazzerini di Prato, si terrà un incontro informativo e divulgativo aperto e rivolto a tutta la cittadinanza.
Quanto è grave la diffusione della meningite in Toscana e fuori? Quali ne sono le cause e come fare a proteggersi? Che ruolo possono avere le vaccinazioni? Queste e altre domande verranno affrontate nel corso di questo incontro. I relatori saranno come sempre disponibili a rispondere alle domande del pubblico.

Intervengono il Dott. Giovanni Vitali Rosati (Medico pediatra e Presidente della sez. Toscana della Associazione Italiana di Pediatria), Alice Pignatti (Presidente dell’Associazione IoVaccino) e Filippo Fagni (socio Minerva). Modera Pierdomenico Memeo (divulgatore scientifico, socio Minerva e Presidente della Cooperativa Ossigeno).

La Sala Conferenze ha una capienza massima di 99 persone, per cui è importante la prenotazione tramite EventBrite dei partecipanti per facilitare l’organizzazione. L’evento è gratuito e con il Patrocinio del Comune di Prato.
Link prenotazione: https://goo.gl/B0gWam

 

Le malattie si prevengono a tavola: curcuma

Sulle verdure, nei risotti e nelle zuppe. Sono mille i modi in cui possiamo introdurre nella nostra dieta uno degli alimenti col più alto potere antinfiammatorio tra quelli conosciuti. Facilmente reperibile nei supermercati la curcuma è una spezia dalle mille virtù.
Appartenente alla famiglia delle Zingiberacee, la curcuma (Curcuma longa) è una pianta proveniente dall’Asia sud-orientale largamente utilizzata dai popoli originari di quelle regioni del mondo. In seguito ad essiccazione e successiva macinazione della radice se ne ricava la polvere dal colore giallo-arancio dal quale, tra l’altro, trae origine il nome di zafferano delle indie con cui a volte viene indicata. Si ritrova come componente nella famosa miscela di spezie indiana nota come curry alla quale conferisce il colore caratteristico, mentre in occidente è largamente utilizzata dall’industria alimentare come colorante rintracciabile in etichetta con il codice E100.
La curcuma è stata storicamente usata dalla medicina Ayurvedica indiana per trattare una grande varietà di disturbi, le sue proprietà hanno trovato conferma grazie alla scienza moderna che ha identificato nella curcumina, presente in media al 3%, il suo principale componente attivo.

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Inquinamento e polveri sottili: come vederci chiaro nella nebbia del dibattito pubblico

Sia che siate lettori attenti all’ attualità oppure semplici cittadini che utilizzano i propri autoveicoli, non vi sarà certamente sfuggita l’attenzione che media, istituzioni e amministrazioni stanno riservando al tema dell’inquinamento urbanistico. Parole come polveri sottili, particolato sospeso o sigle come PM10 sono state ormai del tutto sdoganate dalla loro accezione meramente tecnica e sono diventate di pubblico dominio. Ma a cosa ci si riferisce quando sentiamo questi termini?

Provando a fare un po’ di chiarezza potremmo dire che il fulcro del discorso ruota intorno al concetto di particolato sospeso (In inglese “particular matter”, abbreviato con la sigla “PM”), ossia il complesso insieme delle sostanze finemente suddivise sospese nell’aria. Tra queste, le particelle di derivazione naturale rappresentano la maggioranza del totale e comprendono polvere, terra, sale marino, pollini, microrganismi e ceneri prodotte da incendi o da eruzioni vulcaniche. Quelle di origine artificiale sono invece maggiormente concentrate nelle aree urbane ed annoverano prodotti della combustione interna ai veicoli, prodotti dell’usura del manto stradale, residui delle lavorazioni agricole ed emissioni provenienti dagli impianti di riscaldamento, dai cementifici, dai cantieri e dagli inceneritori.

E’ stato calcolato che ogni giorno vengono emesse globalmente 10 milioni di tonnellate di particolato ma fortunatamente solo alcune di queste particelle contribuiscono sensibilmente all’inquinamento atmosferico, dato che la loro patogenicità è direttamente correlata alle dimensioni. Le particelle più pericolose, dette PM10, hanno un diametro pari o inferiore a 10 millesimi di millimetro, possono rimanere in sospensione per un periodo che va dalle 12 ore ad un mese, sono facilmente inalabili e si depositano soprattutto nei bronchi. Tra queste sono presenti particelle di diametro inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro, chiamate PM2,5 o addirittura particelle ancora più fini, dette nanoparticelle, che possono penetrare in profondità nei polmoni fino agli alveoli, le strutture deputate allo scambio di ossigeno e anidride carbonica tra organismo e ambiente.

E’ dunque facilmente intuibile il meccanismo attraverso il quale il particolato più fine riesca a causare danni alla salute. Nonostante i sistemi di difesa di cui è dotato il tratto respiratorio, una parte di questi aggregati riuscirà comunque a stanziarsi in bronchi e bronchioli. Una volta raggiunte queste sedi, le particelle potranno alterare la funzionalità delle membrane cellulari, interferire con la produzione energetica, modificare biomolecole, o innescare una sovraproduzione di radicali liberi in sinergia con il ferro, provocando danni al DNA e facilitando l’insorgenza di tumori. Gli effetti sulla salute umana, che aumentano in relazione alla quantità di sostanze inalate e al tempo di esposizione, possono anche tradursi in problemi cardiaci, asma, difficoltà nel respirare e morte prematura nei soggetti con disfunzioni preesistenti dell’apparato respiratorio. Come proteggersi dunque da questi insidiosi nemici della salute?

Considerando che la concentrazione di particolato nell’aria pulita è di circa 1-1,5 microgrammi/metro cubo e che in generale essa tende a decrescere grazie alle piogge che depositano al suolo le particelle sospese, occorrerebbe tenere spesso sotto controllo i bollettini meteo PM10 delle ARPA regionali. La legislazione europea fissa infatti dei limiti massimi per le concentrazioni consentite di particolato nell’aria, oltre i quali possono insorgere danni per la salute; tali limiti sono 40 microgrammi/metro cubo per le PM10 relativamente alla concentrazione media annuale e 50 microgrammi/metro cubo per le PM10 giornaliere, limite che può essere superato al massimo 35 volte in un anno. Le PM2,5, momentaneamente non contemplate dalla legislazione, non dovrebbero invece superare i 10 microgrammi/metro cubo giornalieri. Conoscendo questi valori, bisognerebbe evitare di fare attività fisica, passeggiare o cambiare l’aria della propria stanza nei momenti della giornata in cui la concentrazione di particolato è più elevata. Nelle aree con le concentrazioni più alte sarebbe anche consigliabile indossare filtri specifici all’aria aperta. [VF]
Fonti:
http://www.nonsoloaria.com/ngia.htm

Hydroxyl radical. Involvement of iron in generation of adverse health effects of PM10 particles: 1996 53: 817-822Occup Environ Med; P S Gilmour, D M Brown, T G Lindsay, et al.

http://www3.epa.gov/

http://ec.europa.eu/italy/index_it.htm

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe

OMS – Air Quality Guidelines – Second Edition – Particulate matter

ULSS20 Data: 26-10-2004 Redattore: Urp Tipologia: Informazioni Fonte: Dipartimento di Prevenzione Precauzioni sanitarie sull’inquinamento da polveri sospese nella città di Verona, Verona, 25 ottobre 2004

Cellule staminali: una speranza per il futuro

Si sente spesso parlare di cellule staminali e di come siano ampiamente utilizzate nel mondo della ricerca. Infatti, queste rappresentano una grande speranza nel campo della medicina rigenerativa, ma cosa sono in realtà? Come si generano?

Le cellule staminali sono cellule indifferenziate capaci di dividersi in maniera illimitata e differenziare in altri tipi cellulari: nervose, ossee, del cuore, della pelle, del fegato e del pancreas. Possono essere prelevate dall’embrione, dal feto o dall’adulto e a seconda della potenzialità delle cellule staminali, sono classificate in: totipotenti, se danno origine ad un organismo intero; pluripotenti, se generano molti tipi di tessuti ma non un organismo completo e multipotenti, se differenziano solo in cellule dei tessuti dalle quali vengono prelevate. Pertanto, le cellule staminali embrionali (ESC) si distinguono da quelle adulte perchè le prime sono totipotenti mentre le ultime sono multipotenti. Tuttavia, le ESC non possono essere prelevate dagli embrioni umani sia per questioni etiche che legali, perciò tali cellule sono rese pluripotenti.

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Le impronte digitali delle malattie neurodegenerative: i micro-RNA come strumenti diagnostici

“Conosci il tuo nemico” dichiarava il generale Sun Tzu ne “L’arte della guerra”. Ma cosa fare quando il nemico riesce a nascondersi o a tenere celata la propria identità? E’ un problema che migliaia di ricercatori si sono posti durante lo studio delle malattie neurodegenerative.

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La prevenzione si fa a tavola: broccoli

I broccoli (Brassica oleracea) appartengono alla grande famiglia delle Crocifere (o Brassicacee) che comprende, tra gli altri, anche il cavolo, cavolini di Bruxelles, verza e rapa. Rientrano nel gruppo di piante di cui non vengono mangiate le foglie ma le infiorescenze non ancora mature. Come tutti gli alimenti di origine vegetale il loro apporto calorico è molto basso e si aggira intorno alle 30 kcal per 100gr, sono una buona fonte di fibre, vitamina C, beta carotene e sali quali magnesio e fosforo.

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Dormire per guarire

Un farmaco già approvato e utilizzato per trattare l’insonnia: lo Zolpidem, ha dimostrato di facilitare la guarigione dopo un ictus cerebrale. Il sonnifero non riduce la gravità della parte colpita, ne la aiuta a guarire, ma stimola i tessuti circostanti sani a riorganizzarsi per compensare le funzioni svolte dalla parte di cervello danneggiata.

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Scacco al dolore

Lo studio di una rara sindrome che rende i suoi portatori insensibili al dolore sembrava promettere una soluzione con pochi effetti collaterali ai pazienti con sintomi dolorosi, ma i tentativi di replicarla per mezzo di farmaci sono finora falliti. Ora una ricerca su topi modificati per riprodurre la sindrome sembra aver risolto questa incongruenza.

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