Il vaccino ha l’oro in bocca

 

Una ricerca medica ha dimostrato una maggiore efficacia delle vaccinazioni antinfluenzali eseguite al mattino nel caso delle persone con più di 65 anni.

A White House nurse administers the H1N1 vaccine to President Barack Obama at the White House on Dec. 20, 2008. (Official White House photo by Pete Souza)

La comune influenza è ancora responsabile di 250’000-500’000 morti ogni anno, soprattutto fra anziani o persona debilitate da altre patologie. Gli ultra-sessantacinquenni sono la principale categoria di soggetti per cui si rende necessario un ricovero in ospedale in seguito a complicanze dell’influenza. Anche se la reazione ai vaccini varia da soggetto a soggetto, l’età è anche il principale fattore che riduce l’efficacia dei vaccini a causa di una risposta immunitaria meno vigorosa dopo la somministrazione. La riduzione dell’efficacia rende quindi più vulnerabile all’influenza proprio la categoria di persone che rischia di essere più danneggiata dalla malattia.

Tutta una serie di strategie sono state proposte per ridurre questa problematica.

Una di queste prevede di aumentare la quantità di adiuvanti presente nel vaccino. Gli adiuvanti sono sostanze aggiunte ai farmaci vaccinali in modo che stimolano il sistema immunitario in modo che non prenda “sotto gamba” il virus o il batterio utilizzato, che, in effetti, essendo stato ucciso o comunque reso innocuo non è una vera minaccia per l’organismo del paziente. Grandi quantità di adiuvanti possono però provocare effetti collaterali nel complesso non gravi, ma fastidiosi.

Più di recente si è dimostrato che una moderata attività fisica svolta subito prima della vaccinazione può migliorare l’efficacia del procedimento, anche se la procedura è poco pratica da svolgere.

Una strategia più fattibile è stata pensata ispirandosi ai risultati di una branca piuttosto recente della biologia detta cronobiologia; l’attività biochimica negli organismi viventi varia infatti nel corso delle 24 ore secondo schemi chiamati complessivamente ritmi circadiani. Molte delle più comuni ed efficaci medicine agiscono sui prodotti di geni sui quali è stata dimostrata un influenza dei ritmi circadiani; mentre è stata dimostrata nei topi una correlazione tra questi cicli e la risposta immunitaria.

Esperimenti precedenti hanno inoltre dimostrato, nell’essere umano, risposte differenti al trattamento vaccinale secondo il momento del giorno in cui esso era stato somministrato, anche se le osservazioni riguardavano un numero di persone limitato e i risultati variavano secondo il tipo di vaccino.

Il team di ricerca guidato da Joanna E. Long, dell’Università di Birmingham, ha di recente pubblicato sulla rivista Vaccine i risultati di una propria ricerca in cui esaminava l’immunizzazione ottenuta in 276 persone oltre i 65 anni vaccinate tra il 2011 e il 2013. I partecipanti erano stati suddivisi in due gruppi che hanno poi ricevuto la loro vaccinazione alla mattina o al pomeriggio. Ogni gruppo era poi diviso in tre sottogruppi immunizzati con tre vaccini leggermente differenti, fra quelli disponibili commercialmente. Gruppi e sottogruppi erano omogenei fra loro per tutto salvo che per il trattamento vaccinale ricevuto.

Per due delle tre preparazioni, i risultati dei ricercatori hanno dimostrato un chiaro miglioramento dell’efficacia nei pazienti che avevano ricevuto il vaccino alla mattina. Inoltre, anche se le analisi del sangue svolte sulle persone vaccinate hanno dimostrato alcune differenze tra i gruppi per alcuni ormoni, queste non sono risultate chiaramente legate ai differenti risultati nell’efficacia del vaccino.

Nel complesso i dati suggeriscono che un accorgimento privo di costi e facile da mettere in pratica, come concentrare le vaccinazioni antinfluenzali nelle ore del mattino quando sono destinate a persone anziane, può migliorare i risultati di questa pratica medica ed eventualmente ridurre i costi di ospedalizzazione legati alle complicanze influenzali. [DP]

BIBLIOGRAFIA

Long JE, et al.

Morning vaccination enhances antibody response over afternoon vaccination: A cluster-randomised trial. Vaccine (2016), http://dx.doi.org/10.1016/j.vaccine.2016.04.032