Il frutto che non c’è!

Quanti di noi dopo un pasto si dicono “Ora mi mangio un frutto!”? Ma quanti di noi sanno che in realtà non tutto ciò che chiamiamo frutta è un frutto? E di contro che molti altri vegetali, chiamati in modo diverso, lo sono?

fiore

Dal punto di vista alimentare fragole, pesche, mele, pere e uva sono frutta. Dal punto di vista botanico invece è definito frutto soltanto ciò che deriva dalla modificazione dei tessuti dell’ovario, in seguito all’impollinazione del fiore. Questo  significa che tra quello che definiamo frutta vi rientrano solo le drupe (pesche, albicocche e ciliege), gli esperidi, tipici degli agrumi, e le bacche come l’uva. 

Ma dove mettiamo mele, pere e nespole? Esse costituiscono  un esempio di ciò che in botanica viene definito falso frutto. La polpa della mela che mangiamo infatti non è il frutto (botanicamente parlando) bensì una modificazione del ricettacolo. Il vero frutto è infatti il torsolo, che contiene i semi. Un’altro falso frutto è il fico: quando noi ci apprestiamo ad addentarlo stiamo infatti per mordere un bouquet di fiori. Quella che si potrebbe definire la “polpa” del fico è infatti in realtà un’infiorescenza, tipica della famiglia delle moraceae di cui esso fa parte.

fruttaA fianco dei falsi frutti si pongono quelli  composti. La fragola ad esempio deriva dall’ingrossamento del ricettacolo (la parte rossa) che porta sulla superficie tutti i reali frutti (acheni). Altri esempi sono le more e la melagrana.

Rientrano nella categoria dei frutti anche molti alimenti ai cui ci riferiamo con il termine generico di verdura: il pomodoro è una bacca, così come il peperone e la melanzana. Anche il baccello dei legumi costituisce il frutto, che contiene al suo interno i semi.

 

Federica D.