Il farmaco dal produttore al consumatore

di Erika S

L’opinione pubblica in materia di farmaci è divisa tra le proteste contro tempi di approvazione giudicati spesso lunghi e burocraticamente “carichi” e i dubbi sulla qualità dei prodotti immessi in commercio. I farmaci salvano vite, ma possono anche causare reazioni avverse e tra i consumatori c’è chi si domanda se tutti i medicinali autorizzati siano veramente sicuri o se non ci venga tenuto nascosto qualcosa circa i loro effetti o composizione. Poiché la questione è di primario interesse per la salute pubblica, tutti i cittadini sarebbero tenuti ad informarsi sull’iter che ogni farmaco segue prima di raggiungere gli ospedali o i banconi della farmacia e dunque le nostre case: scoprirebbero che la vita di un aspirante farmaco non è per niente facile e che solo uno su diverse decine di migliaia ce la fa!

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Dagli uccelli ai pipistrelli: nuovi modelli animali per la genetica del linguaggio

di Simone Gastaldon

Il linguaggio umano è ancora ad oggi uno degli aspetti della cognizione più complessi da studiare e comprendere. Quali sono le basi biologiche che permettono a un bambino di acquisire almeno una lingua solo venendone esposto? Quand’è emersa questa capacità nella specie umana? Quali geni e processi molecolari sono coinvolti? Com’è implementata a livello neurale la competenza di una lingua? Queste sono alcune delle domande che linguisti, psicologi, biologi, paleoantropologi e neuroscienziati si pongono da almeno mezzo secolo [1].

Nella seconda metà degli anni ’90 in alcuni componenti di una famiglia britannica, la cosiddetta “famiglia KE”, è stata identificata una rara mutazione genetica ereditaria, successivamente localizzata nel gene FOXP2, il quale gioca un ruolo importante nello sviluppo cerebrale regolando l’attività di altri geni; tale mutazione causava disturbi sia nella produzione che nella comprensione del linguaggio [2]. Nonostante all’epoca il giornalismo non specialistico abbia salutato lo studio come la “scoperta del gene per il linguaggio”, ad oggi è chiaro che un tratto così complesso non può essere determinato da un solo gene, ma che esso emerga dall’interazione di una rete estesa e molto intricata.

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Alzheimer. Una soluzione di pancia

 

Una ricerca su topi modificati per manifestare una forma sperimentale di malattia di Alzheimer ha dimostrato di poter rallentare l’infiammazione del sistema nervoso associata alla malattia modificando la flora batterica presente nell’intestino degli animali.

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La malattia di Alzheimer si manifesta con la formazione di aggregati di una proteina chiamata beta amiloide, chiamate placche, nel tessuto nervoso . In seguito dentro i neuroni, le cellule che scambiandosi i segnali elettrici permettono l’attività del cervello, si formano altri aggregati di proteine detti grovigli, che compromettono ulteriormente la loro funzione.

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Campagna #ioVaccino NO alla #disinformazione

A seguito delle notizie relative al calo di vaccinazioni, NoiDiMinerva e membri di ‪#‎TeamVaxItalia‬ vogliamo lanciare un semplice messaggio.
“Mi rivolgo soprattutto a coloro che in questo momento si sentono persi davanti agli avvenimenti degli ultimi giorni. [..] Io non sono un genitore, ma capisco bene cosa voglia dire preoccuparsi per i proprio cari. E voglio dire a tutti coloro che si sentono persi semplicemente: Non siete soli.
In questo momento decine tra medici, divulgatori, genitori e associazioni si stanno mobilitando per portare avanti un messaggio che rivolgo anche a voi: le vaccinazioni sono sicure, le vaccinazioni salvano vite.”

Da PA

http://www.butac.it/vaccini-istruzioni-per-luso/

Per questo motivo supportiamo la campagna ‪#‎IoVaccino‬ NO alla ‪#‎disinformazione‬ #TeamVaxItalia lanciata da Miriam Maurantonio: https://goo.gl/ILNVzq e invitiamo tutti i nostri follower a mandarci le loro foto! Perchè l’unione fa la forza!

Olio di palma. Sostenibile?

Quanto può essere davvero sostenibile la produzione di olio di palma? Una recente ricerca ha dimostrato che c’è spazio per un ulteriore aumento di produzione, ma fuori dalle aree già soggette intensamente a questo tipo di coltivazione.

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L’olio di palma ha conosciuto una vertiginosa crescita di produzione nell’ultimo decennio passando da 10 a 17 milioni di ettari coltivati. Il motivo di tanta domanda, oltre al basso costo di produzione, risiede nell’estrema versatilità di questo olio che viene utilizzato in campo alimentare, cosmetico e nella produzione di biocarburanti. Questi fattori hanno spinto molti paesi tropicali, in grande maggioranza poveri, a investire in questa coltivazione per migliorare le condizioni delle proprie popolazioni e anche nella speranza di utilizzare i biocombustibili derivati dall’olio di palma per raggiungere un certo grado di indipendenza energetica.

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Topi anti-mina

Una ricerca scientifica ha prodotto una linea di topi modificati capaci di percepire in modo efficientissimo un determinato odore. Oltre alle ricadute teoriche sull’esplorazione del senso dell’olfatto, la ricerca poterebbe avere interessanti ricadute pratiche per la ricerca di esplosivi e sostanze stupefacenti.

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L’olfatto fra i 5 sensi è ancora quello meno esplorato dalla scienza, eppure è un senso estremamente importante: delle nostre percezioni del mondo esterno l’odore è l’unica a raggiungere direttamente i centri superiori del cervello senza essere filtrato da altre parti del sistema nervoso; inoltre come nessun altro è in grado di scatenare ricordi ed emozioni senza l’intervento del nostro pensiero cosciente.

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Pioppi modificati per biocarburanti

Una modificazione degli enzimi coinvolti nella sintesi della lignina rende possibile un considerevole aumento nella resa del bioetanolo prodotto a partire dai comuni pioppi.

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Una delle alternative più promettenti ai combustibili fossili è il bioetanolo, il comune alcool etilico presente nel vino e nella birra, ricavato dalla fermentazione dai composti zuccherini presenti in varie piante. Responsabile della fermentazione è il lievito microscopico Saccharomyces cerevisiae, quello impiegato già da millenni tanto della lievitazione del pane che nella produzione di bevande alcoliche. Uno dei problemi di questo approccio è che le parti delle piante più ricche di questi zuccheri sono quelle usate a scopo alimentare, con il rischio di mettere nutrizione e carburanti in conflitto per la propria realizzazione.

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Cannabis contro Alzheimer

Il tetraidrocannabinolo o THC, il principio attivo contenuto nella cannabis sativa, ha dimostrato di essere in grado di mitigare gli effetti tossici legati alla malattia di Alzheimer in colture di cellule che riproducono il decorso della malattia.

 

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ATTENZIONE. AVVISO IMPORTANTE:

il presente articolo parla di un trattamento sperimentale applicato a singole cellule coltivate. Le informazioni ottenute dallo studio saranno utili per orientare la futura ricerca medica, ma sono di per sè insufficienti a trarre conclusioni relative al paziente umano nella sua interezza e nella sua complessità, pertanto non possono costituire un’indicazione di trattamento medico.

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Buon sonno, buona memoria

Uno studio psicologico ha per la prima volta correlato gli effetti benefici sulla memoria del sonno al grado di attivazione del sistema nervoso autonomo parasimpatico

 

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Non è una novità che dormire migliori la capacità di ricordare. L’idea è stata sostenuta a lungo prima dai filosofi, quindi da medici e biologi che sono riusciti a provarne la validità. Ma è sempre sfuggita ai tentativi di individuarla la caratteristica specifica del sonno che lo rende un buon sonno per la memoria. Vari esperimenti hanno provato a correlare la capacità di ricordo alla quantità di sonno REM (quello caratterizzato da rapidi movimenti degli occhi sotto le palpebre chiuse e dai sogni) oppure al non REM (NREM). Mentre altri hanno cercato una correlazione con caratteristiche più specifiche delle due fasi, misurate tramite elettroencefalogramma.

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