Alla ricerca dell’arenicola marina

Arenicola marina By Auguste Le Roux – Own work, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4258815

Di A.A.

I Paesi europei affacciati sull’Oceano Atlantico sono soggetti a grandi fenomeni di alta e bassa marea: luoghi con notevole ampiezza di marea (da 13 a 16 m) sono la regione della Normandia, in Francia, ed il sud della Gran Bretagna.

Se vi è mai capitato di trovarvi su una di queste spiagge durante la bassa marea, forse vi siete imbattuti in strane conformazioni convolute di sabbia sparse qua e là. Ebbene, scopriamo insieme perché e come si formano!

Pseudofeci dell’Arenicola marina (By Thesupermat – Own work, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7674678)

Osservando più attentamente, vicino ad ogni mucchietto di sabbia si può notare anche una piccola depressione con un buco al centro: sono i due sbocchi di una galleria a forma di U in cui vive un anellide sedentario, l’Arenicola marina. Se avete la passione per la pesca questo nome non vi sarà nuovo, infatti è un’esca molto usata e ricercata.

L’arenicola popola quasi tutte le coste europee e vive vicino alla superficie nelle zone intertidali (i tratti di costa compresi tra il più alto ed il più basso livello di marea). Può tollerare anche l’acqua salmastra e questo rende gli estuari pianeggianti i migliori terreni di raccolta.

È lunga circa 20 centimetri ed ha un diametro di 1 centimetro; il colore può variare dal rosso chiaro al marrone o nero ardesia. Il corpo è diviso principalmente in tre sezioni: la parte anteriore è provvista di setole, la mediana è costituita da segmenti che hanno ognuno un paio di ciuffi branchiali e la parte posteriore è più sottile e priva di appendici. Lo stomaco si estende per circa due terzi della lunghezza totale e la sottile parte posteriore di solito contiene la sabbia che ha attraversato il sistema digerente. Infatti l’Arenicola è un organismo limivoro: ingurgita grandi quantità di sabbia o fango, trattiene le sostanze organiche ivi contenute ed espelle il resto sottoforma di pseudofeci.

Come accennato precedentemente, l’Arenicola passa tutta la sua vita in una galleria a forma di U che scava grazie alla sua faringe estroflettibile, inoltre produce abbondante muco per consolidarne le pareti. Quando la marea è alta, l’anellide rimane nella parte orizzontale della galleria: contrae e dilata ritmicamente il suo corpo per creare un flusso d’acqua che attraversa il cunicolo e porta con sé sabbia ricca di composti organici. Quando invence la marea scende essa sposta la coda vicino all’apertura posteriore ed espelle la sabbia impoverita delle sostanze organiche: intorno al foro di uscita si creano così le caratteristiche formazioni convolute di sabbia, consolidate da muco.

L’arenicola raramente lascia la propria galleria; addirittura si riproduce portando solo la parte posteriore del corpo vicino al foro del cunicolo per liberare le uova o gli spermatozoi nell’acqua.

Infine vi interesserà sapere che negli ultimi anni l’Arenicola marina è stata oggetto di diverse ricerche scientifiche riguardanti la sua molecola di emoglobina come possibile sostituto artificiale del sangue. Infatti al contrario dell’emoglobina dei vertebrati, che si trova all’interno dei globuli rossi, questo organismo è dotato di una molecola di emoglobina extracellulare molto grande (AmHB). La potente capacità di ossigenazione e la sicurezza sono state dimostrate in studi preclinici ed ora si stanno studiando applicazioni terapeutiche ed industriali: M101 è il nome della proteina sintetica derivata dall’emoglobina di Arenicola marina. M101 è una proteina ad alto peso molecolare (3.600 kDa) e mostra una serie di proprietà strutturali e funzionali compatibili con le specifiche di un trasportatore di ossigeno ottimale:

  • ha una grande capacità di legare l’ossigeno, portandone fino a 156 molecole quando saturata (l’emoglobina umana saturata ne lega 4)
  • rilascia ossigeno secondo gradiente e rifornisce l’ambiente della giusta quantità
  • previene il rilascio di prodotti di degradazione dell’emoglobina che potrebbero indurre danni endoteliali e ai tessuti circostanti
  • non è glicosilata e non induce risposte immunologiche o allergiche dopo iniezione endovenosa nei topi
  • non induce vasocostrizione o aumento del battito cardiaco dopo iniezione endovenosa nei roditori.

Possiede anche proprietà intrinseche per applicazioni terapeutiche associate a shock emorragico: ischemia e riperfusione, trattamento dello shock settico e conservazione degli organi prima del trapianto. Attualmente si stanno compiendo ulteriori studi per saggiare l’efficacia di questa proteina in altre applicazioni biomediche.

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